lunedì 21 settembre 2015

Tanti auguri Bilbo Baggins

Il 21 settembre del 1937 veniva pubblicato per la prima volta "Lo Hobbit"


"Se vi piace viaggiare fuori del confortevole e accogliente mondo occidentale, oltre il Confine delle Terre Selvagge e ritorno, e pensate di poter provare un certo interesse per un umile eroe (benedetto da un po’ di saggezza e coraggio e da una notevole fortuna), ecco la storia di questo viaggio e di questo viaggiatore.

Il periodo è il tempo antico fra l'Età Fatata e il dominio degli Uomini, quando la famosa foresta di Bosco Atro esisteva ancora e le montagne erano piene di pericoli. Seguendo le orme di questo umile avventuriero imparerete molte cose (come è capitato a lui) su Trolls, Orchi, Nani ed Elfi e potrete dare uno sguardo alla storia e alla politica di un'epoca trascurata, ma molto importante.
Infatti il signor Bilbo Baggins ha incontrato vari personaggi di rilievo; ha conversato con il drago Smaug il Magnifico; fu presente, piuttosto involontariamente, alla Battaglia dei Cinque Eserciti. Tutto ciò è tanto più singolare in quanto egli era uno Hobbit. Gli Hobbit sono stati trascurati nella storia e nella leggenda, forse perché - in genere - preferivano le comodità alle emozioni.

Ma questo resoconto, basato sulle memorie personali del signor Baggins, di un anno movimentato nella sua vita di solito tranquilla, vi darà un'idea abbastanza chiara di questo rispettabile popolo che oggi (a quanto si dice) sta diventando piuttosto raro da incontrare. A loro non piace il rumore."

 (JRR Tolkien) 


sabato 19 settembre 2015

Pro Letterato

Alfieri nella sua Vita si descriveva di indole melanconica...l'indole del letterato tipo: sempre in lotta con sè stesso e con il mondo che lo circonda, leopardianamente depresso cosmico (mai 'na gioia), foscolianamente sepolcrare, baudelerianamente pieno di spleen.
Ma alla fine, dobbiamo anche un pò capirlo questo povero letterato:

- tutti i suoi idoli sono morti da tempo; voi avete Ligabue, Vasco e compagnia bella, potete vederli da vivo, potete magari anche scambiare due parole con loro...il letterato no! L'uomo di lettere darebbe un braccio per poter parlare con Dante, Boccaccio, Petrarca...ma si può solo accontentare di fare due chiacchiere con le loro ceneri mute...bella gioia.


- I migliori amici del letterato sono in "due D", impressi nero su bianco in una pagina

- Spesso fanno battute che solo loro capiscono...

- Hanno un romanticismo...particolar

- Hanno ricevuto spesso cocenti delusioni

- le letterate in genere aspettano il signor Darcy di turno che arrivi camminando all'alba nella brughiera...anche se vivono in città.

- le letterate aspettano il signor Darcy...



giovedì 17 settembre 2015

venerdì 11 settembre 2015

Libri da morire dal ridere. GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI

Noi italiani, figli di Dante, Petrarca e compagnia bella, pensiamo sempre alla letteratura come quel mattonazzo dei Promessi Sposi che la prof di italiano ci obbligava a spulciare fin nelle virgole per poter prendere almeno un 6 nell'interrogazione...a parte che, leggendolo senza la prof di lettere, anche i Promessi Sposi non sono quel mattonazzo che ci era sembrato quando stavamo dietro un banco, ma anzi...è quasi divertente!

Ma se vogliamo andare sul divertente, su un libro che nessun docente di nessun grado di scuola mai ci rovinerà...allora puntiamo sulla Guida galattica per gli autostoppisti  di Douglas Adams.
Must have per i novelli nerd, per i fans di "the big bang theory", ma anche per quelli che hanno amato i Monty Python e che amano tutt'ora l'umorismo un pò british-snob...un pò da secchioni ecco...

La  Guida galattica è un romanzo di fantascienza umoristica nel quale non mancano colpi di scena demenziali che spiazzano il lettore facendogli scappare un sorriso compiaciuto.

Tutto ha inizio quando Artur Dent, terrestre, scopre delle ruspe gialle pronte a demolire casa sua per fare spazio alla nuova superstrada; poco dopo gli abitanti della Terra scoprono di correre incontro allo stesso destino: il nostro pianeta verrà distrutto per fare posto ad una superstrada spaziale. A queste punto entra in scena Ford Perfect, amico del protagonista, che rivelerà di essere un alieno e che trascinerà nello spazio Artur, salvandolo dalla distruzione della Terra. Artur e Ford avranno numerose peripezie e incontreranno strani personaggi, fino a giungere ad incontrare il computer Pensiero Profondo che darà loro la Risposta alla Domanda fondamentale Sulla Vita, l'Universo e Tutto Quanto...ovviamente spiazzante!

Ed ecco alcune Quotes

"Lontano, nei dimenticati spazi non segnati sulle carte del limite estremo e poco à la page della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano una brillante invenzione"

"le tangenziali sono soluzioni che permettono ad alcuni di sfrecciare molto rapidamente da un punto A a un punto B, mentre altri sfrecciano molto rapidamente dal punto B al punto A. la gente che abita nel punto C, a metà strada fra A e B, spesso si chiede cosa ci sia di così importante nel punto A da indurre tanta gente a correre lì dal punto B, e cosa ci sia di così importante nel punto B da indurre tanta gente a correre lì da A. Così, la gente del punto C finisce per augurarsi che tutti quei corridori decidano una buona volta dove cavolo vogliono stare"


"Aveva pensato che le bocche degli esseri umani dovessero continuamente esercitarsi a parlare per evitare di rimanere inceppate (...). Aveva pensato che se gli esseri umani non si esercitavano in continuazione ad aprire e chiudere la bocca, correvano il rischio di cominciare a far lavorare il cervello".

" -Mi rifiuto di dimostrare che esisto- dice Dio - perchè la dimostrazione è una negazione della fede, e senza la fede io non sono niente-" 

"42"

mercoledì 9 settembre 2015

Abbaiare stanca

Ci sono libri che entrano nella nostra vita per puro caso, perchè dovevate raggiungere i 19 euro per avere la spedizione gratis, e quindi scegliete quello più economico ma più intrigante, perchè vi piaceva la copertina super-colorata, perchè contiene il vostro nome...i "perchè" il destino spinga un certo libro nella nostra vita sono molteplici, ma, a volte, il destino, che ne sa una più del diavolo,  ci azzecca e quindi, con una sorta di serendipità, fa cadere nelle nostre mani il libro giusto al momento giusto. 

A me è capitato con un libro per bambini, i bistrattati libri per l'infanzia che ai più fanno storcere il naso, ma che a volte si rivelano un coacervo di insegnamenti, molto più di un qualsiasi libro dell'ultimo santone che va di moda oggi e domani chi lo sa. 
Il libro in questione è Abbaiare stanca di Daniel Pennac, un libro che ho comperato semplicemente perchè, mentre stavo acquistando libri on-line, il mio cane non la smetteva di abbaiare...galeotto fu il cane. 
Appena il corriere me lo ha recapitato ho iniziato a sfogliarlo, e praticamente non me ne sono più staccata! L'ho letto in due giorni, anche perchè sono solo un centinaio di pagine. 

La storia è quella di Il Cane, un cane, appunto. Il più brutto della cucciolata, viene abbandonato appena nato; da subito quindi deve lottare per la sopravvivenza trovando alleati ma anche nemici, ma soprattutto, deve riuscire ad "addomesticare" gli umani, in particolare Mela, la bambina che lo salverà dal canile, e i suoi genitori, la Spepa e il Muschioso. 
Questa è la trama per i bambini, io però ho trovato anche una "trama per gli adulti".
Dietro il rapporto tra Mela e Il Cane, è possibile vedere una storia d'amore, o meglio, una storia dei "educazione sentimentale" in cui Il Cane insegna a Mela, figlia unica, viziata e arrogante, della piccola borghesia parigina, ad amarlo, a mettere da parte i suoi capricci per il bene di entrambi. 
"Come aveva potuto amarlo e poi smettere di colpo, così, senza ragione? Che cosa aveva fatto, lui, per provocare quel brusco cambiamento? Niente" ,ve lo siete mai chiesti? Il Cane sì, se lo chiede."era triste, eccome. Ma attraverso la tristezza si faceva strada un altro sentimento: la vergogna. la vergogna e l'ira contro sè stesso: non aveva saputo ammaestrare Mela, ecco la verità!" ...in pieno quello che sentivo anche io in quel  momento "Ma come si fa ad ammaestrare qualcuno che neanche ti vede? (...) E lui rimaneva li ad aspettare. Aspettare cosa? Che l'amore di Mela tornasse, come per magia? Che stupidaggine! Non erano piuttosto le comodità e il cibo quotidiano a trattenerlo? Bella dignità la sua!" . Questa può essere la descrizione di un rapporto tra due umani, in cui uno continua a credere nella possibilità di riconquistare l'altro, in cui sente che qualcosa si è rotto, ma che ha ancora la fiducia che tutto possa tornare com'era...anche se dentro di sé sa che non succederà...o di qualcuno che si accontenta di quello che ha, perchè è comodo, ma non felice. 

Ma Il Cane è forte, e "Decise di fuggire. E lo fece"

Ora racconterò il finale, quindi saluto qui chi ha intenzione di leggerlo! Buona lettura!

Per quelli a cui gli spoiler non fanno paura:
alla fine Cane riuscirà a far cambiare Mela, la migliorerà, la farà crescere, non senza sofferenze, e riuscirà anche a farsi ben volere dalla Spepa e dal Muschioso... lieto fine quindi. 

Andata e Ritorno

A qualche anno di distanza dall'ultimo post...torno a scrivere

mercoledì 11 gennaio 2012

dichiarazione d'amore - C. Dickens "David Copperfield"

Tra un paio di mesi andrò per un week-end a Londra, così ho inziato a cercare un libro che mi aiutasse ad entrare nell'atmosfera londinese, la scelta è ovviamente ricaduta su uno dei più grandi romanzieri inglesi: Charles Dickens. Quindi ora rimaneva da scegliere quali delle numerose opere facesse al mio caso....Il canto di Natale siamo purtroppo fuori tempo massimo...chircolo Pickwick?Oliver Twist?Tempi difficili?
alla fine la mia scelta si è ridotta ai due romanzi di Dickens che ho in casa: "Circolo Pickwick" e il "David Copperfierld"... e visto il mio amore spassionato per le "confessioni d'un italiano" di Nievo ho optato per il secondo.

Dickens pubblicò il suo David Copperfield tra il 1849 e il 1850, pubblicato, come per tutti i romanzi di Dickens, a puntate. La cosa interessante è che il romanzo è si l'autobiograzia del personaggio principale, in realtà l'autore si ispirò ad alcuni eventi della sua vita, quindi il romanzo può anche essere considerato una sorta di autobiografia di Charles.


Così, fatta la mia scelta, mi preparo per iniziare questo nuovo viaggio....così mi metto a letto e, mentre i muscoli si rilassano al caldo del piumone, la mente si libera da tutti i pensieri che la opprimono durante la giornata e si prepara a qualche minuto di sfago in compagnia di personaggi ancora sconosciuti, apro il volume e mi fermo sull'introduzione e....me ne innamoro....è una dichiarazione d'amore...una delle più belle che abbia mai letto...

Non è facile per me allontanarmi a sufficienza da questo libro una volta finito, da poterci tornare sopra con la calma che sembrerebbe necessaria vista questa formale introduzione. Il mio interesse per questo libro è troppo recente e forte; e la mia mente è così divisa fra il piacere e il rimpianto - piacere per aver portato a termine un progetto annoso, rimpianto per essermi separato dai tanti compagni- che corro il rischio di stancare il lettore che amo, con confidenze personali ed emozioni.
(...)
Forse al lettore non importerebbe molto sapere quanto dolore è costato posare la penna alla fine di un compito creativo durato due anni; o di come si sente l'Autore nell'aver affidato alcune parti di sè al mondo delle ombre, dove una folla di creature che sono state formate dal suo cervello si allontana da lui . Eoppure non ho altrod a dire; a meno che non confessassi ( cosa che potrebbe avere ancora meno importanza) che nessuno potrà credere di più a questo racconto di quanto ci abbia creduto io quando l'ho scritto.
Perciò, invece di guardarmi indietro, guarderò avanti. non posso chiudere questo volume in modo pià piacevole che con uno sguardo pieno di speranza al tempo in cui farò di nuovo uscire i miei due fogli verdi una volta al mese, con un ricordo fedele del bel sole e delle piogge che sono cadute su queste pagine del David Copperfield, e che mi hanno reso felice.

( C.Dickens, David Copperfield)